L’associazione “Il battito che unisce ETS” nasce nel 2008 a Moie, tra le colline marchigiane, grazie a un gruppo di laici che hanno accolto la richiesta di aiuto della missione delle suore carmelitane di Chang’Ombe, in Tanzania.

Il loro obiettivo? Offrire a tante ragazze, dai 13 ai 18 anni, la possibilità di studiare, costruendo un campus scolastico che le accompagni lungo tutto il percorso formativo, fino all’università. Un progetto solidale e tangibile per migliorare la vita di chi, da solo, non potrebbe farlo.

Questo è un sogno in cui ha sempre creduto anche mia mamma. Ed è per questo che, fin da piccola, sono cresciuta accanto a questa realtà: prima come volontaria, poi come sostenitrice, sentendomi parte di qualcosa che, anno dopo anno, prendeva sempre più forma.

Nel 2023 sono volata in Tanzania per vedere con i miei occhi ciò che fino a quel momento avevo conosciuto solo attraverso i racconti. L’entusiasmo, la curiosità e le domande brillanti che mi hanno posto le studentesse del campus resteranno indelebili nella mia memoria.

E lì, a parte sbucciare qualche fagiolino per la mensa, ho iniziato a chiedermi cosa potessi fare di concreto per loro. Non solo esserci, ma contribuire davvero a coltivare i loro sogni.

Da qui è nata l’idea di iscrivermi alla mia prima maratona per una causa: trasformare ogni chilometro in un mattoncino per il completamento della scuola, raccogliendo fondi per permettere a sempre più ragazze di proseguire i loro studi.

Corro per il senso di libertà e di leggerezza che mi restituisce.

Ma oggi corro anche per dare forza a un sogno che appartiene a tutte le ragazze e ai volontari dell’associazione, e in particolare a mia mamma: un sogno che spero possa vedere realizzato, anche se da lontano.

Grazie per il vostro sostegno

Elisa

 

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